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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Coltivazione del lino a Busachi

Oggi l'arte del ricamo rappresenta l'espressione più importante dell'artigianato a Busachi.

Il lino

Il ricamo prende origine dalla lavorazione del lino che, in passato, caratterizzava fortemente l'artigianato di Busachi e lo rendeva famoso e caratteristico in tutta la Sardegna. I viaggiatori dell'800 attestano questa attività: ''La gran reputazione dei lini di questo territorio ha fatto che gli agricoltori abbiano usato qualche diligenza verso i medesimi. Molto se ne adopera in paese ove non vi sono meno di 400 telai…si tessono presentemente come nel passato tele di molta finezza…'' (Angius in Casalis - 1834); ''Les femmes sont citées pour leur elegante propreté, leur grace et surtout leur active et adroite industrie. Il y a quatre cents métiers à Busachi, qui en comptait davantage avant la concurrence de toiles étrangèeres'' (Valery - 1837).

Al giorno d'oggi il lino, pianta annuale di coltura antichissima, non si coltiva e non si lavora più se non in ambito familiare, ma il ricamo è un'attività che ancora permane e rappresenta una fonte di reddito per le donne di Busachi.

La lavorazione del lino

La procedura per la coltivazione e la lavorazione del lino era piuttosto complessa e prevedeva diverse fasi.

Il terreno (preferibilmente alluvionale) veniva preparato per la semina con due arature all'inizio dell'autunno; il seme germogliava dopo circa un mese e ad aprile i campi di lino erano già in fiore. Dopo la scerbatura, che consisteva nel ripulire il lino dalle erbacce, la pianta veniva estirpata dalle radici e raccolta in fasci legati a dodici a dodici. Quindi si ‘batteva' il lino per estrarre i semi dalle capsule e per separarli dalla pula. Gli uomini caricavano il lino sui carri e lo portavano fino al fiume, dove veniva immerso nell'acqua corrente e lasciato a macerare bloccato da grossi massi. Quindi si toglieva dall'acqua e veniva lasciato asciugare al sole, per poi procedere alla strigliatura, cioè la separazione della fibra dalle scorie. Seguivano la cardatura e la filatura; il lino veniva poi passato all'aspo e all'arcolaio e successivamente ordito e insubbiato. La materia prima era così pronta per la tessitura.

Caratteristiche del lino

Nella classificazione del lino sono elementi importanti la lunghezza, la finezza e il colore. Più la fibra è lunga, sottile e chiara e più è pregiata. Considerando la maturazione del vegetale distinguiamo il lino giovane o lino verde che presenta fibre fini ma poco resistenti, il lino a media stagionatura o giallo che presenta fibre lunghe, resistenti e morbide e il lino molto stagionato o lino verde-scuro o bruno che presenta fibre legnose molto sode e soggette a spezzarsi. Nell'ambito del lino giallo si ha un'ulteriore distinzione legata alla finezza e al conseguente uso; per questo abbiamo il lino fino per tele fini (batiste o merletti) il lino mezzano per tele comuni e il lino grosso o ordinario usato per tele grosse e corde.

La lavorazione al telaio consente la produzione di diversi tipi di panno: il più pregiato veniva usato per confezionare lenzuola e tovaglie (poi finemente ricamate), mentre con gli altri panni si realizzavano capi di abbigliamento maschili e femminili, asciugamani, copriletti, tovaglioli e altri manufatti di uso quotidiano. Naturalmente, parte dei tessuti era destinata alla vendita o allo scambio con altre merci.

Il Costume tradizionale

Il tessuto utilizzato per il costume tradizionale veniva ricamato tenendo conto della condizione sociale, dell'età e delle circostanze in cui veniva indossato: il costume si distingueva tra festivo e quotidiano, per recarsi in chiesa la terza domenica del mese, quando era segno di lutto breve per un parente non prossimo, per le uscite brevi e per le commissioni, per le visite di cortesia, per la sposa che si recava in Comune per fare la richiesta di pubblicazione del matrimonio, per i Battesimi, per ''Su presente'', ossia il rituale durante il quale si portavano nella casa degli sposi il pane e i dolci.

I capi del costume tradizionale realizzati con il lino sono i seguenti:

Costume femminile
  • grembiule in lino ''crociato'' in vita e con striscia finemente ricamata a sfilato sardo, punto antico, intaglio o con inserto realizzato a uncinetto, utilizzato in occasione de ''Su Presente'', delle visite di cortesia e in occasione dei balli;
  • dalle maniche della camicia utilizzata in occasione de ''Su Presente'' e delle visite di cortesia;
  • la parte inferiore della camicia che funge da sottogonna (''coasa'').
Costume maschile
  • nell'abbigliamento quotidiano maschile si realizzavano le camicie;
  • nel costume era utilizzato per confezionare ''sos cazzones''.
Utilizzi del lino

Il lino tessuto artigianalmente aveva un'altezza di circa 70 cm, in quanto quest'ultima era determinata dalla larghezza di ''su pettene'' del telaio.

Si realizzavano diversi tipi di lino che andavano dal più pregiato e più sottile, ''pannu de sese e de sese e mesu'', fino a quello più grosso, ''pannu de duoso e mesu''. La differenza era data dall'orditura e dalla qualità del lino. Per il panno de ''duoso e mesu'', si utilizzava la parte meno pregiata del raccolto.

Il lino artigianale spesso si caratterizzava per la non omogeneità tra trama e ordito e questo spesso determinava delle irregolarità nelle dimensioni del ricamo. Tale differenza poteva essere dovuta sia al diverso spessore di trama e ordito, sia al fatto che spesso nelle famiglie utilizzavano lo stesso telaio più persone, imprimendo diversa forza durante la fase di battitura della tessitura.

I capi di corredo venivano realizzati utilizzando lino di qualità più pregiata. Le lenzuola e le tovaglie venivano realizzate unendo due o più teli di lino, al fine di ottenere la larghezza desiderata. Anche per unire i teli veniva utilizzato un sottile filo di lino, raggiungendo in tal modo un buon risultato che consentiva poi di realizzare il ricamo senza avere differenza tra i teli.

Il tessuto meno pregiato, più consistente, veniva utilizzato nella quotidianità per la realizzazione di manufatti di uso comune, tra i quali il tascapane (su cuneddu), utilizzato per riporre il pane all'interno della bisaccia, i panni da cucina, ecc. Quando i capi di dimensioni più grandi si rovinavano, le parti integre venivano riutilizzate per realizzare manufatti di uso quotidiano.

Tecniche di ricamo e motivi

Le tecniche di ricamo maggiormente utilizzate sul lino erano il punto antico (a contu), lo sfilato sardo e siciliano, le varie sfilature (ispighittas), l'intaglio, il punto croce, il punto assisi, ecc.
I disegni che venivano ricamati erano spesso ripetitivi. Nel punto antico, per esempio, oltre alle varie stelle si realizzavano dei rombi (su pistoccu ‘e gancioso e su pistoccu de battor antas), sia sulle camicie del costume femminile, che su tutti i capi del corredo.

Nello sfilato sia sardo che siciliano era consueto utilizzare disegni floreali (prevalentemente rose) o frutta (la foglia della vite e l'uva).

Con l'intaglio si riproducevano la spiga del grano e fiori di vario genere arricchiti con i più svariati retini di fondo (sa minestra ‘e ispronese, su trapadillu froriu e tanti altri).

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